FantasyRacconto Breve

Le menadi

Fay

Siamo Menadi.
Lo sentiamo dal fluire del nostro sangue nelle vene e dai brividi che corrono incessanti sotto la pelle, come se fossero piccoli insetti. Quello che proviamo non può che essere l’euforia della consapevolezza di essere sacerdotesse. Le migliori, le più vicine al Dio, le più devote che ci siano al mondo.
Figlie spirituali di un padre divino, protettrici di tutto ciò che è a lui caro. Il nostro posto è fra queste foreste, dove l’acqua traslucida diventa vino rosso e il vento porta da lontano il frastuono dei flauti e degli zoccoli che si scagliano contro il terreno roccioso.
Sono in tanti a prendersi gioco di noi e ad evitarci. Le nostre grida si innalzano e mentre lacrime di gioia scorrono sui nostri visi imbrattati di sangue, altri piangono la nostra amara sfortuna, non comprendendo l’oscuro fremito che ci trapassa da capo a piedi e che ci rende libere. Con i nostri piedi nudi tastiamo la terra, le nostre mani toccano il cielo imbrunito, i nostri occhi parlano per noi. Le nostre lance e i nostri archi sono tesi al massacro, perché così vuole il Dio Lisio, colui che ci scioglie da ogni vincolo, da ogni male.
Alcune di noi sono incoronate da corni di tori, suoi sacrifici. Non temiamo la paura, l’orrore, il passato.
Siamo più forti quando Dioniso è con noi.
Raggiungici, sorella. La tua testa sarà cinta di morbide corone di foglie e da grappoli d’uva matura e le tue guance saranno segnate dai pigmenti. Ti insegneremo a cacciare e a cantare per Lui, e non importa quanto la città distante possa tacere, noi grideremo con più violenza. Resta con noi, ascolta il tintinnio di campanelli d’argento e il suono del flauto del satiro, unisciti ai nostri banchetti e pranza al cospetto del Dio. Sarai venerata e accettata come una regina; qui lo siamo tutte. Abbandona il tuo marito fedifrago e lasciati riposare in questo letto di foglie secche. Ti daremo vino in abbondanza, per offuscare i tuoi sensi e renderti felice.
Non vuoi?
Non puoi.
Molte di noi sono state come te, nel tuo stesso stato. Noi ti conosciamo, sorella.
Non hai nulla da temere. Asciuga le lacrime e afferra le nostre mani. Ti sorreggeremo. Ti porteremo da Lui, passo per passo, e ti insegneremo la nostra danza. Sei nata per essere Menade.
Dolce fanciulla del Tiaso, quanta sofferenza nei tuoi occhi stanchi!
Se di questo tu ne avessi consapevolezza, ci seguiresti senza esitare.

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2 Comments

  1. mi è piaciuto tantissimo questo passaggio: Figlie spirituali di un padre divino, protettrici di tutto ciò che è a lui caro. Il nostro posto è fra queste foreste, dove l’acqua traslucida diventa vino rosso e il vento porta da lontano il frastuono dei flauti e degli zoccoli che si scagliano contro il terreno roccioso.
    Mi piace l’idea che ci sta dietro. Complimenti.

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    1. Ti ringrazio 🙂

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