Recensione libro

La camera azzurra

Georges Simenon

Saint-Justin-du-Loup, anni 60. Tony e Andrée sono due amanti travolti da una fortissima passione, che si ritrovano per otto mesi, ogni giovedì pomeriggio, nella loro “camera azzurra”. La camera azzurra è un piccolo paradiso, il nido d’amore per loro che si devono nascondere dalle voci nel piccolo paese di provincia in cui vivono. Perché Tony e Andrée sono due traditori: Tony è sposato con Gisèle e padre di Marianne, Andrée con il ricco Nicolas Despierre. Tramite una serie continua e alternata di flashback sotto forma di interrogatorio, veniamo a scoprire che Nicolas è morto sotto circostanze non del tutto chiare, e che c’è anche un altro omicidio su cui i legali stanno indagando.Simenonè in grado di rivelarci la natura gelosa e passionale dell’efferato omicidio con una grandissima dose di suspense, come solo un grande scrittore sa fare.

La camera azzurra non è solo un contorno al romanzo, ma è un elemento che tornerà spesso a più riprese: è importante nella psicologia di Tony, protagonista principale della vicenda.
L’intreccio a più riprese regala una storia movimentata che tiene alta l’attenzione del lettore: la storia dei due amanti non viene raccontata con criterio temporale ma a più riprese, di modo tale da scoprire la storia per gradi. E alla fine di tutto, quando il verdetto finale sarà decretato, rimarrà solo una grande amarezza, in quanto capiamo che non sempre l’innocenza vince. Vincono in questo caso la meschinità e la voce del popolo, in grado di deformare addiritturail criterio decisionale dei giurati.
La dicotomia verità-bugia è il cardine attorno cui ruota tutto il romanzo e da cui dipende la vita di Tony, in cui ognuno può un po’ rivedersi. Tony ha bisogno di creare un suo microcosmo in cui potersi sentire al sicuro, che è la camera azzurra, dove difendersi dalle angustie del mondo esterno. È questo che ci rende così vicino al protagonista. Con questo romanzo Simenon ci fa capire come le voci girano, e come queste posano rovinare l’esistenza intera di un uomo innocente. Il lettore si trova a riflettere su quanto tutto succeda al di fuori e al di là di noi e quanto siamo piccoli di fronte al tempo che corre. La storia di Tony potrebbe essere la storia di chiunque dinoi. Tony è un bugiardo, un traditore: è un uomo di natura infedele che non ha mai amato davvero la moglie, ma non è un assassino. Alla fine del racconto emerge spontanea la riflessione su fino a che punto sia disposto a spingersi l’uomo per soddisfare i propri impulsi.

La camera era azzurra, di un azzurro – aveva notato un giorno – simile a quello della lascivia. Un azzurro che lo riportava all’infanzia, ai sacchetti di tela grezza pieni di polvere colorata che sua madre diluiva nella tinozza del bucato, prima di risciacquare la biancheria e stenderla sull’erba scintillante del prato

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