Fotografia

Fotografia e carta: il XXI secolo

Martina Sorci

Nel XXI secolo moltissimi progetti editoriali indipendenti prendono forma per volontà di quei fotografi che desiderano allontanarsi da una fotografia troppo istituzionalizzata e commerciale, e che cercano di emanciparsi, colmando i vuoti dell’editoria tradizionale.
Le poche possibilità di esprimersi, il ridotto spazio dedicato al fotogiornalismo, hanno scatenato nei giovani fotografi di oggi la voglia di creare progetti che riflettessero veramente le loro idee, la loro concezione di fotografia.

Da questa situazione di crisi, sono nati, soprattutto all’estero, molti progetti di self-publishing dedicati esclusivamente alla fotografia, alcuni dei quali hanno avuto un ottimo riscontro[1]

Un libro cult del selfpublishing, intitolato The Afronauts_, pubblicato nel 2012 in mille copie e venduto a 28 euro, è stato realizzato dalla fotografa spagnola Cristina De Middel.

 

 

Oggi il libro è esaurito e si può trovare solo online per più di 1.300 dollari. Finalista all’ importante premio Deutsche Börse 2013, esso rappresenta il libro fotografico più originale degli ultimi tempi e racconta la storia di una falsa spedizione nello spazio, partendo, però, da un vero progetto spaziale dello Zambia del 1960.
Lo stesso Martin Parr ha ritenuto questo libro un brillante prodotto editoriale e lo ha sostenuto e pubblicizzato nel più importante festival dedicato alla fotografia e al reportage, Les Rencontres d’Arles. L’effetto ricercato da Cristina De Middel era quello di decontestualizzare la dimensione e il concetto di sogno.
Nel panorama italiano, come sottolinea Michele Smargiassi, un esempio simile può essere quello di Hidden Islam di Nicolò Degiorgis, pubblicato nel 2014, che alla terza edizione ha collezionato più di cinquemila copie vendute e ha vinto i tre premi europei più importanti per il libro fotografico. Anche questo libro può contare sulla benedizione di Martin Parr che si è occupato della prefazione. Un’indagine sui luoghi di preghiera degli immigrati mussulmani nel Nord Italia, specialmente in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La potenza di Hidden Islam è proprio racchiusa in suo sguardo che oscilla fra il fascino e la denuncia. In Italia, infatti, ci sono 1.35 milioni di mussulmani, ma soltanto 8 moschee ufficiali. Nonostante, dunque, l’islam sia la seconda religione per numero di fedeli, tuttavia, ancora non è formalmente riconosciuta dallo Stato. Nel Nord Est Italiano, in particolare, questa discriminazione è resa più evidente dalle campagne anti-islam propagandate dalla Lega Nord. Con l’integrazione e l’immigrazione, il numero dei fedeli mussulmani è in continuo aumento e conseguentemente gli individui cercano luoghi temporanei per pregare: case, giardini, garage. Nicolò Degiorgis mostra, in questo libro tutto interamente curato da lui, un viaggio di cinque anni (2009-2019) alla scoperta di improvvisati luoghi temporanei di culto, coinvolgendo lo sguardo del fruitore che resta sorpreso, stordito ed affascinato.

 

Una volta sfogliato questo libro fotografico, trovo che questa descrizione sia quella che meglio possa completare la descrizione della sua forza:

Un libro di una potenza formale deflagrante, che sposta il peso, in un serrato e ipnotico dualismo, dalla formalità dell’immagine, all’importanza della denuncia. Un libro-catalogo, che mette alle strette ogni sicurezza sulle libertà civili del nostro Paese. La mappa che campeggia sulla prima di copertina è quella del Nord-Est italiano: una intricata rete geografica su cui si frammenta e atomizza la fede islamica nei suoi luoghi di culto. Non segreti, ma neanche ufficiali. Una no man’s land piena di umanità, concretizzata e unita nel rito. Non importa lo spazio, non i colori o le forme: il luogo di preghiera cambia le sue sembianze e si adatta a ricalcare i profili degli edifici comuni. Il libro è suddiviso in otto tipologie di edifici: capannoni, negozi, supermercati, appartamenti, stadi, palestre, garage e una discoteca. Gli scatti si susseguono in una dicotomia cromatica che svela la tensione tra come l’Islam è visto e come è vissuto. Lo sguardo del fotografo fissa l’attimo estatico della preghiera e allo stesso tempo ne denuncia la prassi costretta e relegata ai margini della società.[2]

 

[1] Self-publishing & fotografia: Afronauts, un caso di successo. URL http://www.scrivo.me/2013/11/13/self-publishing-fotografia-afronauts-caso-successo/.

[2] Micamera Bookstore, descrizione di Hidden Islam di Nicolò Degiorgis (III° edizione firmata) URL: http://www.micamera.com/shop/tip-the-italian-photobook/hidden-islam-nicolo-degiorgis/.

Articolo di Martina Sorci, curatrice della rubrica fotografia

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