Racconto Breve

Vestivi solo di nero

Eglantina Bengu

Sono sempre stata una con la lacrima facile lo ammetto, piango per ogni cosa. Piango molte volte anche senza motivo. Ho pianto molto quando stavi male e per la prima volta ho anche pregato che tu restassi nella nostra vita ancora un po’. Un po’ troppo poco è stato, senza un saluto, senza un ultimo abbraccio, senza la tua consapevolezza.
Ho smesso di piangere il giorno che te ne sei andata, forse qualche lacrima ogni tanto, ma basta laghi, basta fiumi, basta mari, come se le lacrime non servissero più a niente. Mentre pregavo non so a chi mi rivolgessi, in me rimbombavano le parole “tu prova a pregare in un momento brutto della tua vita e vedrai che accadrà il miracolo”. Non c’è stato nessun miracolo, solo una morte improvvisa quando tutto sembrava oltrepassato. Ricordo il tuo viso sereno anche quel giorno all’ospedale, quando pensavi di non vedermi e invece in silenzio ti tenevo stretta la mano.
Tanti momenti passati insieme che ora sembrano così lontani che a volte credo di essermeli solo immaginati. Ricordo da piccola il giorno prima della gara, quando caddi coi pattini e con le ginocchia tutte sbucciate tu con uno strofinaccio mi facevi vento, io piangevo sapendo che non avrei più potuto partecipare e tu consolandomi mi dicevi che per te avevo già vinto. Ricordo, quando ero io ad insegnarti l’italiano e quanto bella eri mentre arrossivi e salutavi i vicini di casa con buongiorno e buonasera. Dicevi alla mamma che da grande avrei fatto la maestra, tu che sapevi tutti i miei sogni e mi difendevi quando papà mi screditava. Ricordo quando andavamo al mercato e guardavi solo il vestiti di nero.
“Il nero è eleganza e se vuoi avere un po’ di colore ci sono i gioielli”, poco prima di morire li hai venduti tutti i tuoi gioielli compreso l’anello del nonno.
“Ma nonna, dove sono i tuoi colori?”
“Il sorriso lo indosso ancora.”
E nessuno è mai riuscito a toglierlo. Mi hai insegnato a sorridere e quando te ne sei andata la mamma abbracciandomi mi ha detto che ti rivede nei miei occhi. A lavoro è arrivata la nuova collezione e il nero prevale su tutti gli abiti, lo indosso e ricordo quante volte ti ho supplicato perché vestissi colorato e tu puntualmente indossavi il nero, mamma mi diceva che lo indossavi anche prima che il nonno morisse e non ti ho mai capita. Come si può spiegare quando mi sveglio la mattina con la voglia di venire a trovarti e tu non ci sei più. L’amore grande che mi hai insegnato, che per te essere gentili era importante per stare bene con sé stessi. Tu che non hai mai espresso un brutto pensiero per qualcuno, e con gli occhi lucidi dicevi sempre che diventare bisnonna era per te la gioia più grande. E ricordo, tutti i pranzi dopo scuola, quando la mamma ci diceva “andate direttamente dalla nonna che vi aspetta” e se prendevo un voto basso mi dicevi lo stesso che ero stata bravissima. Con il tempo piano piano ho smesso di venire a trovarti preferendo addirittura stare da sola e dio solo sa quanto darei adesso per poter tornare indietro e rivivere una giornata con la tua dolcezza.
Starò male per ogni cosa nuova che vorrei raccontarti e per tutte le cose che non ti ho mai detto, tu che te ne sei andata senza salutarci, l’inverno che ho trascorso senza il tuo caffè a tutte le ore e tu che mi ripetevi di continuo di finire gli studi.
La forza che mi davi, e che ora non ho più.

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Eglantina Bengu

A volte troppo sognatrice, a volte troppo pessimista, non c'è mai una via di mezzo ma si sa che è meglio una vita fatta di alti e di bassi dove le esperienze sono infinite, piuttosto di un percorso lineare.

2 Comments

  1. Ho la lacrima facile anche io ma complimenti comunque, perché mi hai commossa!

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    1. Grazie ❤️❤️❤️

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