Biografico e autobiograficoRacconto Breve

Ovunque tu sia

Federica Furlanetto

Ciao nonna sono io, Federica, o come mi hai sempre chiamata tu “la piccola di casa”. Sì, perché qui a casa siamo in tre e sono l’unica figlia ed ero la tua unica nipote. Ero, perché te ne sei andata. Hai voluto lasciarmi una notte di agosto dell’anno 1996. Avevo tre anni. La tua preoccupazione maggiore quando hai capito che la vita ti stava lasciando, che il male avrebbe vinto, ero io. Hai chiesto solo che la mia vita fosse bella, colorata, piena delle migliori emozioni che si possano provare, questo era il tuo unico desiderio in quel giorno, per me.
E io non so, ora, dirti come sarebbe poterti rivedere, dopo ventitré anni. Non lo so se saresti orgogliosa di me, dei miei traguardi, delle mie scelte e anche delle mie sofferenze che mi hanno aiutata a maturare. Sicuramente, avresti cercato di evitarmi i passi più dolorosi. E questo lo so, io lo so come eri. Mi avresti consolata e rimproverata allo stesso tempo. Perché tu eri così. Volevi che i miei genitori stessero ben attenti a me, già da piccolissima, così non avrei potuto farmi male. Ma il male è inevitabile e serve a crescere. Io dalla sofferenza ho capito molte cose, in primis ho conosciuto meglio me stessa e conoscersi, al giorno d’oggi, è molto difficile. Una delle grandi sofferenze è stata non averti con me e per me. E ci penso tantissimo, sempre, ogni giorno. Al perché non potevi restare ancora un po’. Avrei voluto che ci fossi stata il giorno in cui ho affrontato l’esame di terza media, la maturità e la discussione di laurea. So bene che saresti stata orgogliosa di me, dei miei progressi, di come sono riuscita a cavarmela. E tra quei banconi pensavo di rivederti, di vedere la tua immagine avvicinarsi a me. Però, una cosa posso dirtela: tu sei stata un pensiero costante. Di notte, di giorno, in qualsiasi momento. Quando ero bambina ti vedevo nella luce delle stelle e ti pensavo lì, cullata dal cielo a proteggermi, sempre. Ora, che sono più grande, mi chiedo come saresti qui con me. Probabilmente, mi coccoleresti, mi difenderesti da chiunque, mi faresti sentire il tuo abbraccio dolce e lieve. Ma non mi ricordo come era il tuo abbraccio, perché non ho memoria di averne ricevuto uno.
È brutto non averti, avere poca memoria di quei tre anni, non essere lì con te. Ma, ovunque tu sia, sappi che ti penso in ogni momento, scrivo per te e con te perché ti sento, anche ora, qui, con me. E il mio pensiero verso di te non è mai svanito, c’è sempre, in ogni angolo di me. E tu sei in me, sempre. Qualsiasi cosa di te vive in me, ora e fino alla fine della mia vita.

Rating: 5.0/5. From 3 votes.
Please wait...
Tags
Mostra di più

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Adblock rilevato

Per favore supportaci disattivando il tuo blocco di annunci