Fotografia

MARIA SVARBOVA: la solitudine umana e la contemplazione della bellezza.

Martina Sorci

Sperimentazione tra spazio, colore e atmosfera: la fotografia di Maria Svarbova è un dialogo surreale e minimalista.

Maria Svarbova, è una giovane fotografa contemporanea, nata nel 1988, già premiata con numerosi e prestigiosi riconoscimenti. Le sue mostre personali e collettive l’hanno, infatti, collocata tra le avanguardie dei suoi contemporanei, attirando l’attenzione di Vogue, Forbes, The Guardian e assicurandole pubblicazioni in tutto il mondo.

Le fotografie di Maria sono attimi sospesi, perfettamente ordinati, che accennano una storia e lasciano allo spettatore il tempo di riflettere. Guardando le fotografie di questa giovane artista riusciamo a ricostruire in silenzio le storie, la trama delle immagini, la solitudine.

 

“I want to make people think. I don’t want to give them the full story, because I love the idea of seduction. They are like excerpts from a film that make you want to see the whole film. You want to know more.[1]

 

La quotidianità tra architettura spaziale e mistero. L’etereo riflettersi dei colori e l’armonia delle forme. La fotografia della Svarbova colpisce dritta al petto, lascia un senso di vuoto a cui non si può, però, rinunciare. Non si è mai sazi dell’ordine perfetto con cui i corpi interagiscono con lo spazio, dell’irrealtà inserita in luoghi pubblici carichi di quotidianità, dei colori dai toni lievi,  ma che sanno di ammoniaca e sapone.

Nella serie “swimming pool” realizzata  a partire dal 2014, e sicuramente la mia preferita, i nuotatori, con le loro cuffie e i costumi da bagno colorati, sono abilmente messi in scena in piscine pubbliche abbandonate in varie località della Slovacchia e caratterizzate da toni pastello e dall’atmosfera vintage.

La rigorosa geometria dell’architettura sovietica non lascia spazio a schizzi e urla: la superficie dell’acqua rimane liscia come le facce impassibili dei bagnanti.

Queste figure che quasi si fondono con il paesaggio, sono private, infatti, dall’atmosfera giocosa che contraddistingue le piscine. Sembrano quasi sagome congelate, lisce e fredde, ormai parte dell’architettura del luogo, incollate alle piastrelle.

L’ordine perfetto, il silenzio, figurine in movimento, irreali. L’inumano nell’umano, il surreale nel quotidiano. Il colore rosso che spicca sullo sfondo azzurro.
Restiamo stregati e sedotti dalle fotografia di Maria Svarbova.

L’ambientazione retrò, inoltre, non contrasta la sensazione futuristica del luogo che appare agli spettatori come straniante, alieno, lontano dalle piscine che conosciamo.
Nessuna emozione, tutto è immobile, perfettamente incastrato in un’atmosfera silente. Un distacco artificiale che però colpisce proprio per il suo essere irraggiungibile e, come tale, un sogno.

In tutte le fotografia di Maria, le azioni di routine come l’esercizio fisico, gli appuntamenti dal medico e i compiti domestici sono incorniciate con una purezza visiva rasserenante, simmetrica, un’eterea quiete. Il silenzio della contemplazione, dello spazio immutabile, dei movimenti bloccati. Istantanee che hanno l’obiettivo di contrastare il rapido ritmo della vita moderna.

L’isolamento dell’esperienza umana viene raccontato con un’eleganza celebrativa che porta lo spettatore a contemplare la pura e semplice bellezza, della forma, dei colori, degli spazi e, dunque, della vita nel suo senso più lato.

 

Alcuni link che potrebbero esservi utili per seguire questa bravissima fotografa:

Instagram: https://www.instagram.com/maria.svarbova/

Sito Ufficiale: https://www.mariasvarbova.com/

 

 

[1] URL: https://www.yellowkorner.com/us-en/s/maria-svarbova/

 

Martina Sorci

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One Comment

  1. Le sue fotografie sono semplicemente stupende, grazie per avermela fatta conoscere!

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