Suburbana

Stigmate

Gianluca Ceccato

Timorato bambino,
non avere paura
dei buchi sulle mani,
stigmate d’altri tempi,
amori di carta
in parole di pietra,
piogge d’incenso
in steppe di cenere,
rabbie d’archi

in evoluzioni di piano.

Credi

alla bianca voce,
altrove è altrove
non importa dove,
ora è ora

non importa come.

Segui

il nero vento,
acqua è acqua
non importa dove,
terra è terra

non importa come.

Maledici

il mio grido,
la mia misericordia,

il tuo sdegno.

Contempla

la mia voce,
la mia accoglienza,

il tuo corpo.

Timorato bambino,

non avere sete
di passato,
fiumi d’altri tempi,
ruscelli di carbone
in montagne di corpi,
neve di sangue
in ciottoli d’ossa,
riff di chitarre

in distorsione di basso.

Annusa

il latte,
madre è madre
non importa come,
padre è padre

non importa dove.

Colpisci

il cielo,
fulmine è fulmine
non importa dove,
nuvola è nuvola

non importa come.

Nutriti

della mia carne,
del mio cervello,
della tua fame.
Gianluca Ceccato
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